14 giugno, ore 20.30
carolina ed elisa davanti allo schermo.
partita Ita-Par
i commenti degli uomini:
“Par chi?”
“Gioca Totò Schillaci?”
“Andiamo a vedere Lost”
noi altri sette (4 uomini e le restanti 3 donne) in cucina a discutere di leggi fondamentali, alla base dei rapporti umani.
tipo che ci sono cose che non si negano a nessuno (…)
14 giugno, ore 22.15
carolina ed elisa davanti allo schermo, scuotono la testa.
su sky inizia “La dottoressa e il distretto militare”
torniamo finalmente tutti davanti alla tivvù.
dio benedica edwige fenech
e alvaro vitali.
saliamo al terzo piano e io mi accorgo del campanello sulla porta dell’ascensore.
“ma… cosa ci fa un campanello e uno spioncino qui?”
“vale… siamo già dentro casa.”
(F4 - faccia basita)
“ma!”
“quando viene a trovarmi qualcuno c’è sempre questa scena dell’ascensore che entusiasma gli animi. una mia amica dice che usa l’aneddoto dell’ascensore che arriva dentro casa quando si trova in un momento di silenzio imbarazzante.”
la quarta serie di dexter sta influenzando molto negativamente la mia intensa relazione con Morfeo.
“sai chi abita al piano di sopra? i g n a z i o.”
“ignazio… c h i?”
“oh, quanti ignazio conosci?”
“ok. quando iniziamo a preparare l’attacco terroristico?”
“è incredibile, mi rispondono tutti così appena lo racconto!”
“chiamo dexter?”
c’è il dottore delle fotocamere.
il dottore delle fotocamere dice che sta ancora cercando l’organo per il trapianto della mia contax, e in settimana mi farà sapere qualcosa. io l’ho guardata, mentre lei stava sdraiata sul lettino, e le ho detto: va tutto bene, tornerai a casa presto.
via monte nevoso è una delle strade col nome più bello che io conosca.
oggi aprendo la dispensa della pasta e del pane, sono volate via delle farfalline ed io ho richiuso lo sportello con tutta la violenza che avevo in corpo. mi è tornato in mente come in un flashback la casa dell’infanzia, quando quei piccoli esseri del male avevano fatto nidi in un pacco di farina e si erano librati nell’aere della cucina come uno sciame di mini apache. mia madre era andata completamente fuori di testa. appena ho detto a mattia di tornare presto a casa per difendermi, lui ha risposto:
“le farfalle non fanno niente, su”
“ti ricordo che ho una cosa chiamata entomophobia, ci ho pure intitolato un blog, fai te.”
“ah già è vero. stacci lontana allora, e quando torna antonio digli che hai quella cosa con quel nome strano e rischi di impazzire, così lui si piglia bene a fare l’eroe e le manda via.”
avevo trovato abbandonata sul marciapiede Miss Boeea
che assomiglia un pò a questo mini pony qua http://img168.imageshack.us/img168/3112/ponyf.jpg , ma non ha quell’aria stucchevole da sciura teresa, lei è un’equina post punk con le ciglia solo in un occhio e il ventre sporco di vitaccia da strada, il crine rosa shocking e una treccia al posto della coda (la treccia l’ho fatta io mentre andrea mi guardava a bocca aperta come se stessi compiendo l’atto più difficoltoso nella storia evolutiva dell’uomo).
poi aveva deciso di rimanere a dormire nel sedile posteriore dell’auto di cosimo e da lì era stata cavalcata fino al red floor (nessun commento tendenzioso, miss Boeea è una signora cavalla), da dove l’ho recuperata pochi giorni fa con enorme soddisfazione.
ho pensato che forse se stasera fossi passata di lì avrei trovato un puledrino e miss Boeea avrebbe finalmente scoperto la gioia delle/del pene d’amore.
invece mi sono messa a guardare soul kitchen sotto consiglio di enrico, e l’abbiamo visto insieme ma ognuno a casa sua, e poi ho ascoltato in loop per venti minuti “these days”. ora ci ho sonno e la voce di nico sarà la mia nenia d’epilogo.